Custodia cautelare in Bulgaria

La misura   “custodia cautelare ” in Bulgaria

La misura   custodia cautelare rappresenta la forma più grave di coercizione procedurale nel procedimento penale, in quanto comporta una privazione temporanea della libertà personale prima della pronuncia di una sentenza definitiva. Per tale motivo, essa deve essere applicata in via eccezionale e nel rigoroso rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione.

Particolarmente delicata è la questione dell’applicazione della custodia cautelare nei confronti di cittadini stranieri, quando il loro stesso status (assenza di residenza stabile, cittadinanza o legami sociali nello Stato) viene utilizzato come argomento principale per giustificare la detenzione. Un simile approccio è in contrasto con gli standard europei consolidati e comporta un rischio di trattamento discriminatorio.

Recommendation Rec(2006)13

Ai sensi della Raccomandazione Rec(2006)13 del Comitato dei Ministri agli Stati membri, questi ultimi sono tenuti a garantire l’uguaglianza e il trattamento non discriminatorio nell’ambito della giustizia penale.

È espressamente sottolineato che:

“I sospettati e i condannati stranieri non devono essere sottoposti a custodia cautelare né condannati a sanzioni detentive in ragione del loro status, ma, come per ogni altro sospettato o condannato, esclusivamente quando ciò sia strettamente necessario e come misura di ultima istanza.”

Ciò significa che:

  • lo status di cittadino straniero, di per sé, non può giustificare l’applicazione della custodia cautelare;
  • la misura può essere disposta solo quando sia strettamente necessaria;
  • la custodia cautelare costituisce una misura estrema, da adottarsi solo quando tutte le alternative meno afflittive risultino inapplicabili o insufficienti.

Condizioni di ammissibilità della custodia cautelare

Secondo gli standard europei consolidati e la prassi degli organismi internazionali, una persona può essere sottoposta a custodia cautelare solo qualora siano contemporaneamente soddisfatte tutte le seguenti quattro condizioni:

  1. a)Presupposto fondato di commissione di un reato

Deve sussistere un sospetto ragionevole, supportato da elementi di prova concreti, che la persona abbia commesso un reato. Presunzioni astratte o accuse meramente formali non sono sufficienti.

  1. b) Fondati motivi di rischio in caso di liberazione

Devono esistere motivi reali e concreti per ritenere che, in caso di liberazione, la persona possa:

  • darsi alla fuga;
  • commettere un reato grave;
  • ostacolare il corso delle indagini;
  • rappresentare una grave minaccia per l’ordine pubblico.

Il mero richiamo all’“origine straniera” o alla “mancanza di un domicilio” non costituisce automaticamente prova di un rischio di fuga.

  1. c) Assenza per le misure alternative efficaci

La custodia cautelare è ammissibile solo quando non vi sia la possibilità di applicare misure meno afflittive, quali:

  • cauzione;
  • obbligo di firma;
  • divieto di espatrio;
  • controllo elettronico.

L’autorità giudiziaria è tenuta a motivare in modo specifico le ragioni per cui tali alternative non risultano applicabili nel caso concreto.

La custodia cautelare deve servire esclusivamente agli scopi della giustizia penale e non deve svolgere una funzione preventiva, punitiva o di controllo migratorio.

Il concetto di “reato grave”

Gli standard europei richiedono particolare attenzione nella valutazione se un fatto costituisca un “reato grave” tale da giustificare l’applicazione della custodia cautelare.

Un reato grave è generalmente caratterizzato da:

  • sanzioni severe, incluse pene detentive di lunga durata (di norma superiori a 5 anni);
  • un elevato grado di pericolosità sociale;
  • l’uso della violenza, il pericolo per la vita o gravi danni alle persone;
  • la qualificazione legislativa come reato doloso grave.

Esempi di tali reati includono:

  • omicidio e uccisione volontaria;
  • gravi reati sessuali;
  • sequestro di persona;
  • terrorismo;
  • rapina a mano armata;
  • traffico grave di stupefacenti;
  • gravi forme di frode con rilevante impatto sociale o economico.

Per i reati di minore gravità o non gravi, l’applicazione della custodia cautelare deve costituire un’eccezione e non la regola.

Illegittimità e rischio discriminatorio nella detenzione automatica dei cittadini stranieri

Una prassi che prevede la custodia cautelare automatica dei cittadini stranieri esclusivamente a causa della mancanza di cittadinanza, di residenza stabile o di “legami sociali” costituisce un atto illegittimo e discriminatorio.

Un simile approccio:

  • viola i diritti costituzionali fondamentali;
  • contrasta con la Raccomandazione Rec(2006)13 del Comitato dei Ministri degli Stati membri dell’Unione europea, la quale:
  1. a) stabilisce limiti rigorosi all’uso della custodia cautelare;
    b) promuove il ricorso a misure alternative, ove possibile;
    c) richiede l’intervento dell’autorità giudiziaria per l’applicazione e la proroga della custodia cautelare e delle misure alternative;
    d) garantisce che le persone sottoposte a custodia cautelare siano detenute in condizioni e con un regime adeguati al loro status giuridico, fondato sulla presunzione di innocenza;
    e) impone la predisposizione di strutture adeguate e una gestione appropriata della detenzione;
    f) assicura l’istituzione di garanzie efficaci contro eventuali violazioni delle norme;
  • è in contrasto con la Decisione quadro 2009/829/GAI del Consiglio del 23 ottobre 2009 e con la Raccomandazione CM/Rec(2012)12 del Comitato dei Ministri;
  • crea presupposti per l’arbitrarietà;
  • mina la fiducia nel sistema giudiziario.

Gli standard europei richiedono una valutazione individuale di ogni singolo caso, basata su fatti concreti e non su stereotipi.

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Arresto in Bulgaria

Custodia cautelare in Bulgaria

Avvocato penalista Bulgaria